A margine della “Giornata nazionale per la salute mentale” del 5 dicembre 2017.

Il 5 dicembre ricorre la “Giornata nazionale per la salute mentale” ed occorre precisare che sono circa 10 milioni le persone che in Italia soffrono di disturbi di varia natura dalla depressione, che con la solitudine diventano disordine funzionale della persona, alla schizofrenia  che costituisce dissociazione della personalità psichica, nella maggior parte affidate alle cure delle rispettive famiglie ed “altri” un po’dovunque.

La manifestazione proveniente da un lunghissimo periodo di  silenzi e disinteresse che risale a 39 anni or sono con la chiusura dei “manicomi” senza predisporre alternative e strutture adeguate, non porta ad una concreta soluzione, tuttavia  ogni attenzione rivolta alla promozione della vita umana, fisica o spirituale sia della singola persona  come dal contesto familiare, merita certamente la massima attenzione.

Ma alcune considerazioni ci spingono a puntualizzare che pregiudizi o emarginazioni, che si sviluppano nella n/s società verso i disturbati mentali,  non ci sono nella società : la società ha paura e non può difendersi !

Ricorrendo ad un esempio, mi voglio ricollegare e sottolineare che al recente Convegno CEI  a Roma del 2 dicembre 2017 sulla Salute Mentale, la Sig.a Lorenzini Ministro della Salute ha detto che “ Il n/s Paese ha sempre dimostrato sensibilità nonché una speciale attenzione a tali problemi “ .  

E’ meglio lasciare al fato queste insinuazioni, lasciandole interpretare dalla gente !

Ma corre l’obbligo di ricordare che le Istituzioni con il loro comportamento cioè silenzio+disinteresse+rissosità politiche emarginano i malati mentali e non certamente la società che non ha mezzi validi per fronteggiare questo disagio sociale, mentre le sensibilizzazioni devono essere rivolte verso le Istituzioni affinché legiferando opportunamente chiudendo  quella parentesi che si è  apertasi 39 anni or sono.

Si parla di sensibilizzazione, ma si omette una parte importante, cioè quella economica, infatti chi vive in famiglia e percepisce mediamente 279,47 euro al mese  riesce non certamente a vivere, ma a sopravvivere.

E aggiungiamo, anzi ripetiamo visto che lo abbiamo richiesto da tempo come Associazione al Parlamento Italiano, quanto auspicato dalle famiglie e cioè un Fondo Speciale Economico (il così detto DOPODINOI) onde convogliare le piccole o notevoli eredità che ogni famiglia lascerebbe a garanzia ed a maggior tutela del proprio caro.

E per concludere che non sia la cenerentola della Sanità Italiana la ricerca scientifico-farmacologica sulle malattie mentali, nonché la prevenzione con debite specifiche cure e strutture adeguate. Di parole ne abbiamo sprecate fin troppo!.

Il Parlamento è la sede naturale dove si “decide” ed è auspicabile che si possa realizzare omogeneità d’intenti mirati a concetti di solidarietà nella soluzione del problema verso i malati mentali, le loro famiglie e per la sicurezza di tutti i cittadini.

In conclusione  bisogna dire, finiamola con i discorsi, simposi, convegni, manifestazioni esteriori e passiamo a fatti solidi e concreti e sta qui in questo umile concetto l’autentica e vera solidarietà ! 

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

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