Aumentano i malati cronici tra nord e sud d’Italia nel Rapporto Ossersalute 2016 ?

Nel Rapporto Osservasalute 2016 presentato presso il Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma, presente il ministro della Salute, lo studio giunto alla 14° Edizione, illustra lo stato di salute degli italiani e l’efficacia delle strutture di Assistenza Sanitaria, distribuite sull’intero territorio, monitorate da 180 ricercatori di università ed enti del settore .

Aumentano i malati cronici, nella misura del circa 40%, quindi un maggior carico per la Sanità Pubblica dove sono circa 23 milioni di italiani e di questi il 20 per cento ha due malattie croniche e questi assorbono da soli il 55 per cento delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale.

Un esercito per altro molto imponente che aumenta di malati cronici e per questo, documenta il Rapporto, il maggior carico per la Sanità Pubblica, tra i settori più esposti alla crisi economica negli ultimi 15 anni.

Sono molte le riconversioni e chiusure, ma secondo tale Rapporto prendendo a mo’ di esempio i malati cronici, con l’adozione del nuovo Ospedale per Acuti, i pazienti “post acuzie” giungono a questa fase “ in tempi sempre più rapidi e con problematiche cliniche sempre più complesse e non stabilizzanti ”.

Questo significherebbe in una parola, la riduzione della degenza sia sul versante della riabilitazione che quello della lunga degenza dei malati cronici . 

Quindi un livello omogeneo in tutte le Regioni di residenzialità e domiciliarti, onde “garantire alla persona non autosufficiente di rimanere nel proprio contesto di vita “ contenendo la spesa pubblica con diminuzione dei posti letto da 3,5 per abitante a 3,3.

Non vogliamo fare una critica sullo spendign review sulla Sanità Pubblica, ma ritornando al Rapporto a parte il fatto che, se non sbaglio, il Governo Monti prevedeva una lunga degenza per i malati cronici, oggi 2017con questa Relazione oltre che potenziare interventi di assistenza ai malati di SLA, ( una “imperiosa discriminazione” in faccia alle necessità di tutto il mondo  della disabilità) ed il reiterato annuncio della “casa comune” il fiore all’occhiello di questa Sanità, si procede in barba all’art. 32 della Costituzione Italiana che “ tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo”e si “licenzia” il malato non autosufficiente facendolo “accomodare” nel “proprio contesto di vita : cioè lasciarlo a casa! 

Una eutanasia mascherata, una omissione di soccorso penalmente perseguibile e “fuori” dall’Ordinamento Giuridico Italiano ( almeno per ora !)… 

Questa “buona novella” la avevamo attestata in una Petizione al Parlamento Italiano ed Europeo : “budget del ricoverato. 

Ma esaminiamo in breve l’incredibile prospetto. 

  • <!–[if !supportLists]–> <!–[endif]–>) Se spendiamo una certa cifra per un 30/40 enne, dobbiamo per la stessa malattia utilizzare la metà per un 70/85enne. Certamente si pensa in maniera precipua per un 30/40enne. Ma può avvenire che il 30/40enne abbisogna di cure costosissime, mentre il 70/85enne necessita di poche medicine e gode una ottima salute.
  • <!–[if !supportLists]–> <!–[endif]–>Se un medico si trova di fronte ad una donna che sta per partorire ed al momento della nascita del bambino/a si verificano delle difficoltà e deve prendere una decisione : chi salva il bambino/a o la madre ? Certamente si pensa alla madre ! Ma può avvenire che il bambino/a sia malformato, non riconosciuto dagli accertamenti clinici e sia in pericolo di vita: perché salvare il bambino/a quando la madre, per ogni possibile ragione, è fuori pericolo ?
  • <!–[if !supportLists]–> <!–[endif]–>Se un medico si trova di fronte ad un 30/40enne ed un 70/85enne, ambedue malati, chi salva ? Certamente, si pensa, il 30/40enne Ma può avvenire che il 30/40enne sia minato da una malattia posseduta dalla nascita, oppure non riconosciuta all’ultimo stadio, perché salvarlo quando il 70/85enne gode una ottima salute.

Mi domando e chiedo : dove è scritto, quale legge attesta, impone, obbliga, sanzioni dove sono, come sono e quali devono essere le persone da salvare, Signor Ministro della Salute? 

Mi pare di capire che ora ci vogliono imporre come morire, dove morire e quando morire : ma per caso siamo diventati stranieri nella n/s Patria ? Ma il dire chi se ne frega, come si cerca di far capire, è condizione di una altra epoca ventennale storica.

Tutto questo ci porta ad una profonda riflessione in quanto “investire nella salute e costruire un futuro migliore è stato l’invito che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rivolto a tutti gli Stati del mondo nella Giornata Mondiale della Sanità (del 2007 ), ma oggi si pensa diversamente ?.

A questo punto senza avere la pretesa di fare della dietrologia per scavare sulle buone e sulle cattive intenzione, ci chiediamo cosa impedisce alla Sanità Italiana di avviare in concreto un “Piano Sanitario” che partendo proprio dalle aree di maggior disagio, cioè le malattie croniche con quelle acute, naturalmente, hanno bisogno di una grande attenzione da parte delle Istituzioni per dare voce a coloro che non possono esprimere, per promuovere la cultura della solidarietà e per difendere l’anziano, la persona in dialisi, il disabile fisico, l’handicappato psichico, il malato terminale e quanti sono in pericolo di vita dal silenzio e dal disinteresse generale.

Ci sono sprechi ? Ai posteri larga sentenza !

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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