Cristiani per Servire – “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità “: ma è veramente applicato in Italia questo documento voluto dall’ONU ?

L’Assemblea Generale dell’ ONU il 6 dicembre 2006 h adottato la “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità”, Documento sottoscritto dall’Italia il 30 marzo 2007 a New York da parte del Ministro della Solidarietà Sociale insieme al Sottosegretario dello stesso Dicastero ed il 6 dicembre 2016 ricorre il 10° anno della sua adozione, (con un Preambolo e 50 articoli, ) compreso il Protocollo Opzionale ( composto da 18 articoli ), incarnata, dopo, nella legge 3 marzo 2009 n. 18 speciale dossier ) .

Nel Testo condiviso da 191 Paese aderenti all’ONU, per la pace, la giustizia, la libertà e la piena partecipazione dei disabili senza discriminazione, escluso il Vaticano, si promuove e si protegge i diritti e la dignità degli esseri umani colpiti da infermità quali presupposti ( art.3) e che la disabilità è il risultato dell’interazione di persone colpite da menomazioni, deficit motori, mentali, intellettuali di lunga durata (Art.1) e con eliminazione delle barriere architettoniche e culturali.

Si deve chiarificare che il Vaticano pur considerando la “Convenzione” ottima ed importante per il miglioramento della qualità della vita dei circa 650 milioni (dato statistico non definitivo) di persone con disabilità nel mondo, dei quali l’80% vivono in Paesi sottosviluppati, non ha sottoscritto la “Convenzione” in quanto contesta l’accesso ai servizi riproduttivi che favoriscono l’aborto, limitazione delle nascite, il concetto non responsabile dei rapporti sessuali, metodologie di sterilizzazioni, proposte che offendono la dignità della persona. 

E’ veramente inconcepibile e profondamente contradditorio che una società civile e globalizzata che tende costantemente e giustamente a riaffermare il valore della via ( no alla guerra, no al terrorismo, no alla pena di morte) la si neghi attraverso il tentativo di “imporre” norme che inducono alla soppressione radicale della funzione, ripeto, generatrice del genere umano.

Le proposte concernenti la limitazione delle nascite, si potrebbero definire una corrente di pensiero ormai desueta come quella che l’economista britannico Malthus attribuiva all’eccesso di popolazione i mali e le miserie sociali nel mondo.

Se queste metodologie mediche venissero applicate potrebbe subentrare la possibilità che tutti i disabili, specie quelli mentali, potrebbero correre il rischio di essere sterilizzati, o forme di eutanasia, per evitare complicazioni future onde frenare la diffusione di handicap genetici.

Isolati dal consesso civile, tali “metodi” offendono l’inalienabile dignità della persona umana ed alla sua vita, dalle prime fasi del concepimento alla morte naturale, come viene riconosciuto dalla ragione umana ed espresso dalla Morale Cattolica.

Inoltre la riproduzione e la pianificazione familiare, a nostro modesto avviso, sono in contrasto con l’art.10 della “Convenzione” stessa dove “viene garantito il diritto inalienabile alla vita”, con l’art.15 “dove nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medici scientifici” e l’art.16 dove si protegge “ogni forma di sfruttamento, violenza ed abuso”

Comunque la “Convenzione” è stata elaborata con l’intento di sostituire le politiche caritatevoli, difformi e di welfare nei vari Paesi obbligati ad abolire Legislazioni che costituiscono discriminazioni nei confronti dei diversamente abili, fermo restando il diritto di ogni Paese ad applicare norme migliorative rispetto alla “Convenzione” stessa.

Quindi un obiettivo precipuo di affermazione con notevole incisione che tutti i cittadini disabili, specialmente i più deboli, devono godere degli stessi diritti ed il Governo Italiano dell’epoca e quelli successivi, TUTTI, dovevano ridurre i tempi del processo di ratifica ed a promuovere le indispensabili misure legislative per la concreta definizione.

I 191 Paesi contraenti hanno assunto un impegno costante in un Documento in favore della parità dei diritti per un’esistenza più dignitosa alle persone portatrici di disabilità .

E’ una tematica cruciale ed attuale quella condensata nella “Convenzione”, approvata dopo ben 5 anni di trattative tra cui partecipava il Vaticano .

Un Testo quindi di riporto storico che l’Italia ha firmato il 30 marzo 2007  non solo limitandosi all’accettazione di una “Cart” di principi generali, ma nell’osservanza di un vero e proprio vincolo giuridico, impegnandosi ad uniformare la propria legislazione a quelle norme di diritto internazionale per la protezione e la difesa della dignità umana, sia verso i disabili fisici che verso gli handicappati psichici, non valutando la evidente discriminazione operata nei confronti delle persone con disordini psichici, per i quali la “ Convenzione” non li valuta né li cita .

Per la diversificazione tra disabile fisico e handicappato mentale, l’Italia doveva apportare, ripeto, nella propria Legislazione quelle “ appropriate misure legislative” secondo l’art. 4 della “ Convenzione”, che non ha fatto !

Infatti con il Disegno di Legge n. 2121 del Governo Berlusconi, il Parlamento Italiano venerdì 20 febbraio 2009 ha ratificato in toto quanto stabiliva la “ Convenzione” con l’art.2 dando “ piena ed intera esecuzione alla “ Convenzione”, senza apportare quelle modifiche, di cui sopra, per la risoluzione di quel disagio sociale che si trascina da ben 38 anni, completando con la istituzione di un “ Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità” composto di 40 persone con oneri finanziari di euro 500.000,00 dal 2009 al 2014.

Il voler accomunare la persona con minorazioni fisiche a quella con menomazioni mentali, senza riconoscere la diversità ( Preambolo lettera i ) si è attuata quella discriminazione che non rispetta la differenza della disabilità .

Con la legge 3 marzo 2009 n.18 :

a.)    non si è inciso su leggi e regolamenti vigenti, né comunitari ;

b.)   non sono state introdotte nuove normative , in sostituzione delle leggi 180 e 833 del 1978 quelle leggi che hanno chiuso in Italia i “manicomi” ;

c.)    non si è abrogata esplicitamente né implicitamente nessuna norma

Domanda : quale benefici si sono ottenuti ? E quanto dovrà ancora aspettare il mondo della sofferenza psichica prima di avere una nuova Legislazione che valuta il diritto della dignità umana ? 

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza ! 

Felice Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

 

Questa voce è stata pubblicata in Principi non negoziabili. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.