​Continua la raccolta di firme per Asia Bibi

L’8 dicembre 2012, Avvenire ha pubblicato in prima pagina ​la lettera-appello con cui Asia Bibi, condannata a morte per il reato di blasfemia e detenuta dal giugno 2009 in attesa della sentenza definitiva, chiedeva di scrivere «al presidente del Pakistan per chiedergli che mi faccia ritornare dai miei familiari».
In questi mesi, alla redazione di Avvenire sono arrivate 31mila firme (su lettere cartacee ed email) che sono state consegnate il 6 marzo all’ambascaitore pachistano a Roma, signora Tehmina Janjua. Ma il flusso di solidarietà e di attenzione per la drammatica vicenda di Asia Bibi non si è mai fermato. Per questo motivo è stato riattivato l’indirizzo email asiabibi@avvenire.it.

Per aderire all’iniziativa occorre scrivere un messaggio al presidente del Pakistan, Asif Ali Zardari, sollecitando un intervento a favore di Asia Bibi, inserendo nome, cognome e località di residenza.

QUI DI SEGUITO UNO SCHEMA DI MESSAGGIO, PER CHI VUOLE INCOLLARLO SULLA MAIL

Io sottoscritto NOME COGNOME CITTA’ aderisco all’appello per la liberazione di Asia Bibi.
Chiedo al presidente del Pakistan Asif Ali Zardari di intervenire a suo favore.

I, the undersigned NOME COGNOME CITTA’ adhere to the call for the release of Asia Bibi, a young woman sentenced to death in Pakistan with a specious charge of blasphemy and now in jail because of her faith.
I ask the president of Pakistan, Asif Ali Zardari, to act in her favour.​

Fonte: ​Continua la raccolta di firme per Asia Bibi | Mondo | www.avvenire.it.

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