Lettera aperta solo alla Politica e non ai politicanti!

Cari amici della Politica, col P maiuscolo come dice Papa Francesco, : l’etica ed il bene comune esistono ? Quid est veritas ? chiese il Proconsole romano a Gesù, e questi rispose : Est vi qui adest !

 

Si, è l’uomo che vi sta innanzi con tutti i suoi problemi ed attende una soluzione basata sulla verità, solidarietà, giustizia !

 

Il comportamento del nuovo Parlamento 2018 ci induce a pensare che ogni attività Legislativa sarà ripresa con sollecitudine a porre in essere l’Iter Parlamentare nel campo delle riforme tanto “reclamizzate”, soprattutto per quanto riguarda l’ambito sanitario della malattia mentale e questo che apporti ai malati, alle loro famiglie ed alla la gente comune di non perdere la speranza di vedere riordinata la riforma del problema malattia mentale, che in Italia manca da ben 39 anni, mentre in Europa ogni 3/5 anni viene riordinata.

 

Da tempo, troppo tempo la richiediamo con le Petizioni al Senato della Repubblica ed alla Camera dei Deputati e con appelli ai Presidenti della “Commissione Parlamentare per gli errori della Sanità” ed al Presidente della “Commissione per il Servizio Sanitario Nazionale, senza alcuna risposta.

 

Abbiamo rifatto il 5 marzo 2018 ed rinviato al nuovo Parlamento nel testo conforme qui sotto :

 

 

Urgentissimo

 

A.R. n.1188396963-8

del 5 marzo 2018

Urgentissimo

 

A.R. n. 11883396964-9

del 5 marzo 2018

 

Al Signor Presidente

del Senato della Repubblica

Palazzo Madama

00186 Roma

 

Al Signor Presidente

della Camera dei Deputati

Palazzo di Montecitorio

00186 Roma

 

PETIZIONE

Ai sensi dell’art.50 della Costituzione Italiana

e del Regolamento delle Assemblee Legislative della XVII Legislazione

Il sottoscritto, Previte Francesco Felice cittadino italiano, nella sua qualità di Presidente dell’Associazione “ Cristiani per servire”

considerato

che in data 18 marzo 2013 è stata ripetuta uguale richiesta alle competenti Commissioni Parlamentari senza ottenere alcuna risposta ;

che in data 5 marzo 2018 si rinvia uguale richiesta alle stesse Commissioni Parlamentari ;

a.) ritenendo sempre, come è nella normalità, che la vita per la sua assoluta e suprema dignità va difesa anche quando è debole compreso il mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore ;

b.) considerato che, pare, si vada affermando, anche nel campo della disabilità in genere, il budget del ricoveratoe cioè che superato l’intervento finanziario il paziente, in qualsiasi condizione di salute si trova, verrebbe dimesso dalla Struttura Ospedaliera, ancor più grave se agonizzante, in fase terminale ed in età avanzata, come si va “ventilando” nelle corsie ospedaliere, se quanto sopra si va avverando, non possiamo che ritenere essere pura eutanasia!

c.) Come avevamo più e più volte temuto con Petizioni giacenti presso i due Consessi, se le “proposte” inerenti gli artt. 23 e 25 della “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità”, (Prot. Distr. General A/61/611), adottata il 6 dicembre 2006 dall’ONU e ratificata in toto dal Parlamento Italiano nella legge 3 marzo 2009 n. 18), vengono applicate in riferimento alla salute riproduttiva, queste possono introdurre l’eutanasia, con la negazione del diritto alla vita e con la possibilità che vittima predestinata sia la categoria di tutti i disabili fisici, handicappati psichici, anziani, malati terminali.

d.) Questa nuova ed inconcepibile “forma di risparmio” a danno del ricoverato che va sotto il nome di “budget del ricoverato” se dovesse trovare riscontro, confermando le voci che “girano”, sarebbe contro l’art.25 lettera f) della “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” che stabilisce di: “Impedire il rifiuto dell’assistenza sanitaria o dei servizi sanitari nonché di alimenti o liquidi a causa della disabilità”. Inoltre contro la Costituzione Italiana, Trattati Internazionali e la Costituzione Europea che ribadisce l’individuo è persona, un essere umano a qualunque età e condizione esso si trova.

e.) Atteso invano che il Servizio Sanitario Nazionale, il Ministro della Salute, i Governi “transitati” da Palazzo Chigi non hanno risposto al nostro appello incarnato nella Petizione, ripeto, inoltrata nelle date precisate di cui sopra, considerando che è inalienabile il diritto alla vita di ogni paziente, grave se disabile, poiché col silenzio, tutt’ora in itinere, non si può che supporre di incamminarci sulla strada dell’imbarbarimento, inizio della fine della nostra civiltà.

 

Anche a nome dell’opinione pubblica, ritenendo che è doveroso, essenziale non procrastinabile il chiarimento di questa “situazione”, si chiede al Senato della Repubblica ed alla Camera dei Deputati, con sollecita urgenza, di far conoscere qual è la verità, adottando opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della vita dei cittadini.

 

In attesa di cortese risposta, si ringrazia.

 

Previte

5 marzo 2018

previtefrancescofelice@gmail.com

 

La petizione di cui sopra che interessa tutti, i cui destinatari ancora non rispondono, intende focalizzare la necessità di una particolare tutela ed assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili, quali persone in età avanzata e talora cagionevoli di salute, disabili fisici, handicappati psichici, malati terminali, persone sovente bisognose di prestazioni sanitarie costanti ed onerose, al fine di evitare situazioni di abbandono, con il rischio che tali cittadini siano penalizzati dall’andamento gestionale e finanziario del sistema Sanitario Nazionale.

 

In una parola quel “budget del ricoverato” significa, se vero, che terminato quel “quid finanziario” preposto dal Servizio Sanitario Nazionale e dallo spending review induce, pare, a far sì che i malati verrebbero “cacciati fuori” dalle corsie ospedaliere in qualunque condizione di salute si trovano creando di fatto una sorta di eutanasia mascherata. Le Istituzioni tacciono, malgrado reiterati interventi presso gli Uffici Parlamentari. Perché ???.

 

Il nostro Paese è costantemente “preso” nella litigiosità politica con scambi di accuse senza minimamente curarsi se emergenze, divergenze od esigenze, come quelle sopra esposte, siano degne di essere chiamate tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso due proposizioni : l’etica ed il bene comune.

 

Questi due principi, etica e bene comune, si trovano là dove sono difesi e tutelati i diritti della persona umana, specialmente di quelli che sono portatori di handicap psico-fisici.

 

1.) Vi è gente distratta e frettolosa, giovani nervosi e scontenti, adolescenti che uccidono o vengono uccisi per un nonnulla, anziani incompresi, abbandonati aggrediti nelle loro abitazioni, neonati lasciati sulle strade o nei cassonetti della spazzatura, nuclei familiari alla ricerca di qualche cosa, famiglie strapiene di ansia, frustrazioni, stress, dove brulicano depressione ed altri problemi.

 

Questo è il mondo che in parte riscontriamo, mentre “fuori” impera il consumismo, l’edonismo, il materialismo, l’erotismo più sfrenato e via dicendo,”qualità” che corrono e concorrono verso un superficialissimo effimero.

 

E siamo in un’epoca democratica ! Questa svolge le sue funzioni quando vengono eliminate quelle reali disparità che rendono efficiente il diritto positivo,”fuori” da quelle esteriorità di quel “mondo”.

 

Ogni volta che si sente criticare il sistema democratico perché lento, inconcludente disordinato, bisogna replicare che questi “difetti”, a volte inevitabili, possono essere sollevati perché siamo in  un sistema democratico e libero. In libertà e non in libertinaggio !

 

Sotto altri” regimi” si dovrebbe tacere, ubbidire, rinunciare ad ogni critica, ad ogni volontà di riforma alla libertà di esprimere un proprio parere. Ciò non significa, comunque, che non si possa o non si debba criticare il sistema, perché per quante lacune possa avere, esso resta il migliore tra i “regimi” che la storia moderna abbia prodotto col consenso del popolo .

 

2.) La nostra Costituzione, fin’oggi, poggia su tre principi fondamentali : uguaglianza, libertà e fratellanza. Proprio su quest’ultima, cioè il principio della solidarietà sociale, vogliamo porre la nostra attenzione la cui applicazione è a volte carente, anche da parte dello Stato Sociale.

 

Quante sopraffazioni, quante truffe, quante beffe, quante furbizie legali sono in atto ed in netto contrasto con questo principio.

 

La solidarietà sociale che la nostra Costituzione, fin’oggi, pone in linea generale nell’art.2 là dove afferma che “la Repubblica…richiede l’adempimento di doveri inderogabili di solidarietà…” è dovuta all’influsso di idee filosofiche e dottrine di uguaglianza e libertà, ma soprattutto a quella immensa “rivoluzione” storica che è stato il cristianesimo perché si diffonda nel mondo l’idea di una fraternità universale, di una comune appartenenza alla famiglia dei figli di Dio.

 

Nella predicazione del Salvatore troviamo i presupposti per una nuova visione della convivenza tra gli uomini fondata sull’amore e sulla pace ribadita poi, a più di duemila anni di distanza dalle Nazioni Unite.

 

3.) Solidarietà sociale, principio altamente etico, che ogni uomo deve compiere verso i più sfortunati della vita, verso i più bisognosi e più diseredati, è un concetto che induce ad essere non solo difensore di diritti, ma anche di doveri verso la società.

 

E trova conferma, anche giuridica, nei diritti di uguaglianza e di pari dignità sociale più volte richiamati dalla Costituzione. Innanzi a queste aride nozioni, ma di altissimo significato che ci richiamano al diritto costituzionale e che ci hanno sempre esaltato, nel contemplare il panorama nel quale oggi si muove la società, notiamo con l’etica morale, che essa società non è in simbiosi con la necessità di operare in favore delle categorie più deboli e se compie  qualche “cosa” lo fa in esteriorità ampliata.

 

Sui temi più scottanti della nostra epoca dalle varie forme di handicap ed a quanto attenta il vivere civile, malgrado confortanti e lodevoli iniziative solidaristiche, non si riesce ad organizzare l’utilizzo del nostro tempo per la “gestione” dei rapporti con gli “altri” favorendo la tendenza a rinchiuderci nei nostri privilegi  piuttosto ché in una armonica intesa verso il bene comune.

 

Quante parole inutili, quante tante poche realizzazioni cari Amici della Politica!.

 

La guida sociale dei valori della giustizia della solidarietà, della equità, delle pari opportunità è stata travisata nell’autorizzazione all’abuso minando alle fondamenta la progettualità su cui, lo ripetiamo, confortanti private iniziative solidaristiche costruiscono scelte e principi di giustizia, di valori morali e di solidarietà. Viviamo un periodo d’instabilità, di smarrimento, d’incredulità !

 

Le Pubbliche Amministrazioni, le Istituzioni sono “distratte”, la Politica in generale ci protegge poco, siamo nelle mani del fato, non ci consentono di gioire della vita, quale dono di Dio. Non ci inducono alla fiducia nella sfiducia, ci fanno vivere e respirare un’aria greve e carica di veleni, irradiando un deserto di solitudine.

 

L’anonimato urbano, il vivere “soli” accanto a centinaia di migliaia di persone è l’espressione sintomatica dell’uomo moderno, perché la solitudine è la più grave delle “malattie”.

 

Ecco allora che è necessario, al di là del sentimento personalistico, spezzare queste catene, questi vincoli, questi incantesimi, spalancare le porte al Divino Messaggio (come sempre proviene dalla Soglia Apostolica ) ed essere osservanti delle leggi dello Stato, ma nel contempo “ribellarci” comunicando, ispirando, gridando solidarietà e pace !

 

Bisogna saper” morire” al proprio egoismo per rinascere alla vita dell’amore solidale !

 

L’efficacia d’irradiamento di questa cultura va oltre i confini dei valori etico-sociali.

 

Essa coinvolge le coscienze dei cristiani prima e degli uomini attenti al rapporto bisogno-sensibilità dell’uomo moderno dopo.

 

Non vogliamo apparire censori, moralizzatori, untori di manzoniana memoria, siamo come tanti molto realisti e presenti alla quotidianità, ma non dimentichiamo!.

 

Innanzi al grave attentato, l’egoismo, contro l’uomo d’oggi, tutti, nessuno escluso, abbiamo la responsabilità di un severo esame di coscienza : in capite et in membris.!

 

Ecco cari amici della politica, in breve , è opportuno pensare che le inutili parole non hanno nessuna valenza sul cittadino.

 

Ciò che dovete fare, qualche volta, pensare e soprattutto applicare, voi designati Legislatori, è che : etica morale e bene comune significano solidarietà, giustizia e pace !!!

 

Il mondo della disabilità della sofferenza, del dolore vi guarda!

 

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza.

 

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

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